Il Terrore (con la T) fu lo strumento di governo di Maximilien Robespierre, l’instauratore ufficiale nel mondo e nella storia del totalitarismo contemporaneo, il primo dittatore stragista di una lunga serie, che noi oggi conosciamo bene. Il tutto, s’intende, al servizio del progetto di Jean-Jacques Rousseau e al fine di realizzare la libertà, l’uguaglianza e la fraternità, ovvio.

di Massimo Viglione

.

zzzz3ghigliottinaLa Rivoluzione Francese ha provocato direttamente la morte di 500.000 esseri umani (più, in via consequenziale, 1.500.000 causati dalle guerre napoleoniche). Ha ghigliottinato il Re di Francia Luigi XVI, la Regina Maria Antonietta, la sorella del Re Elisabetta, il Delfino è morto a dieci anni dopo essere stato affidato a un vinaio che lo ha alcolizzato e seviziato.

Ha massacrato centinaia di aristocratici, migliaia di sacerdoti e suore, decine di migliaia di borghesi e centinaia di migliaia di contadini che non erano d’accordo con Robespierre e soci.

Siccome la ghigliottina era troppo lenta per “smaltire” velocemente la massa dei condannati a morte, si usarono altri mezzi, come prendere interi “equipaggi” di religiosi e religiose, metterli in grandi barconi sulla Loira, legarli nudi (si badi: nudi) uomo donna corpo a corpo (in modo da indurli fortemente in tentazione nell’ultimo istante della vita) e gettarli nel fiume facendoli annegare in tal maniera. Il numero fu talmente elevato che la Loira si infettò, e per anni i contadini non ebbero raccolti e soffrirono la fame.

Si usarono anche altri mezzi diretti: solo per un esempio a nome di tutti, una mattina un’intera comunità di carmelitani erano in cappella nella loro chiesa a Rue des Carmes in Parigi quando entrarono 2-3 sanculotti con dei coltelli e li scannarono uno ad uno, tutti, mentre pregavano e cantavano (consiglio di leggere la meravigliosa opera – esiste anche un film bellissimo – di Georges Bernanos, I dialoghi delle carmelitane, dove racconta del simile martirio di 16 carmelitane a Compiègne). Vescovi, sacerdoti, suore, monaci e frati, hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa, in numero di migliaia. Molti di costoro sono oggi martiri della Fede, riconosciuti tali dai papi, ultimo Giovanni Paolo II.

Ma non meglio andò agli aristocratici, ai borghesi, ai semplici cittadini, massacrati magari solo per i loro stato sociale, o solo per una soffiata di qualcuno che approfittava della legge sui sospetti per togliersi di torno rivali di affari, di amore, di lavoro, o magari per vendicarsi di qualcosa.
La legge sui sospetti e il tribunale rivoluzionario furono gli strumenti che Robespierre e soci utilizzarono per instaurare la dittatura terroristica in Francia. Bastava una semplice denuncia di sospetto di essere “controrivoluzionari” per essere inviati al patibolo senza processo o con processo farsa. Ogni mattina si stilavano le liste di proscrizione e centinaia di persone ogni giorno venivano ghigliottinate o eliminate.

Il Terrore (con la T) fu appunto lo strumento di governo di Maximilien Robespierre, l’instauratore ufficiale nel mondo e nella storia del totalitarismo contemporaneo, il primo dittatore stragista di una lunga serie, che noi oggi conosciamo bene. Il tutto, s’intende, al servizio del progetto di Jean-Jacques Rousseau e al fine di realizzare la libertà, l’uguaglianza e la fraternità, ovvio.

Una regione della Francia osò ribellarsi a Robespierre e alla sua repubblica assassina e stragista. Era la regione della Vandea, e lo fece in nome di Cristo, del Sacro Cuore e del Re. Arrivarono le colonne infernali da Parigi e massacrarono in tre anni 300.000 persone su 500.000 totali. È il primo genocidio della storia umana, voluto a tavolino dai governanti nei confronti dei propri sudditi: celeberrima è la frase di Robespierre: “uccidete anche i bambini, perché saranno i controrivoluzionari di domani”.

L’inferno cadde sulla Vandea cattolica e monarchica: uomini massacrati, donne prima violentate da decine di soldati, e poi uccisi in maniere terrificanti (normale era la pratica di appenderle a testa in giù con le gambe divaricate e poi passare una spada dalla vagina in giù verso la testa, perché in tal modo si moriva più lentamente, in quanto il sangue era concentrato nel capo, appunto), mentre con la pelle dei bambini si facevano saponette e pantaloni per i soldati rivoluzionari (vi ricorda nulla questo?).
Lione è stata rasa al suolo per aver osato ribellarsi a Parigi e non parliamo di quello che i soldati rivoluzionari hanno fatto poi per anni fuori dalla Francia, a partire dall’Italia.

Ovviamente, come si può comprendere facilmente, si potrebbe parlare per ore – o meglio, scrivere interi libri – di tutto questo. Perché ne parlo ora?

zzzzlbrcrdnlPerché il cardinale Oscar Maradiaga, nel suo libro Parlare di Dio nel mondo, ha scritto che «la Rivoluzione francese, ed essa soltanto (…) occupa il posto di rivoluzione autenticamente umana – pur nei limiti e negli eccessi di quella violenza che non era tra le componenti originarie del suo pensiero».

Diciamoci la verità: non se ne può più di questa caterva senza ritegno e senza fine di falsità di cui siamo vittime tutti noi cattolici (e non solo). Non se può più.

Ovviamente il cardinale e i suoi difensori d’ufficio diranno che egli si riferiva ai principi generali, non alle stragi.

Bene. Chiariamo anche questo punto.

La Rivoluzione Francese è figlia dell’illuminismo anticristiano, scettico e materialista, a sua volta fomentato e preparato nelle logge massoniche di tutta Europa. Nella sua prima parte (1789-1792) ha introdotto nel mondo il liberalismo democratico, ispiratore del mondo liberal-capitalista e massonico dei due secoli trascorsi e che oggi sta arrivando alle sue più estreme conseguenze di follia anarchica e immorale che tutti conosciamo. In realtà, è proprio in questi primissimi anni che inizia la guerra alla Chiesa e alla religione, fin da subito, con la Costituzione Civile del Clero, che provocò lo scisma in Francia con la spaccatura del clero in costituzionalisti (traditori del papa e fedeli a Parigi) e refrattari (fedeli alla Chiesa e al papa fino in fondo), il tradimento di vescovi e cardinali, l’impossessamento di quasi la totalità delle terre della Chiesa, con le quali il clero aiutava gli indigenti (il risultato fu la pauperizzazione del clero basso e delle popolazioni povere e l’arricchimenti ulteriore del clero alto e dei ceti borghesi che acquistarono a basso prezzo quelle terre, come avverrà esattamente poi in Italia dopo l’unificazione), l’obbligo di giuramento di fedeltà alla Rivoluzione per ogni ecclesiastico, la guerra generale alla fede.

Poi nella seconda fase della Rivoluzione (1792-1794), quella repubblicano-terroristica, si passa ai massacri di cui abbiamo già detto, si instaura il culto della Dea Ragione al posto di quello della Vergine Ss.ma, si trasformano le chiese in balere e si mettono prostitute in chiesa per culti orgiastici alla nuova divinità. Di questo e molto altro non si può dare tutta la colpa al solo Robespierre: egli ha solo portato a termine con il fanatismo tipico degli estremisti rivoluzionari il progetto iniziale con cui e per cui è stata voluta, preparata e condotta la Rivoluzione Francese. È sufficiente leggere i documenti massoni a riguardo, oltre ai documenti vari riportati da molti storici, anche contemporanei agli eventi (Marat, primo mostro assassino della Rivoluzione, scrisse sull’Ami du Peuple nel 1789: «Se la Rivoluzione non avrà almeno 500.000 morti, fallirà». Guarda caso, la Rivoluzione Francese ebbe 500.000 morti. E lo scrisse nel 1789, quando non vi era nemmeno un morto, quando, secondo il cardinale Maradiaga, la Rivoluzione era sinceramente “umana”).

Se la prima parte della Rivoluzione è paradigma del mondo liberal-massonico-capitalista odierno, la seconda parte è, come ognuno può capire, paradigma delle meravigliose e molto umane dittature totalitarie del XX secolo. Su questo v’è accordo pressoché generale fra tutti gli storici non ideologizzati: la Rivoluzione Francese, nel suo complesso, per la sua ascendenza ideologica (illuminismo e, ancor dietro, individualismo protestantico e umanistico) e per le sue conseguenze fattuali (il mondo del XIX e ancor più del XX secolo nella sua complessità) è madre e paradigma assoluto della società contemporanea. Che, tradotto, vuol dire di tutti gli eventi del XIX e XX secolo.
Chiaro il concetto?

Ma, potrebbero ancora dire il cardinale e i suoi difensori d’ufficio: non ci riferisce alle stragi, e neanche alle ideologie liberali e totalitarie stragiste. Ma alla famosa “trinità” rivoluzionaria.
Ebbene, Eminenza, mi permetta di spiegarle una cosa, più ovvia di quanto appaia.

Non è vero che i tre fatidici concetti siano cristiani, i tre fatidici concetti sono neutri in sé (come un coltello, dipende come lo usi). Dipende appunto dal significato che si vuole dare loro e dall’uso che se ne vuole fare. Sono cristiani ma possono essere anche anticristiani.

La libertà è il dono grande che Dio ha fatto agli uomini: ma proprio perché liberi, gli uomini sono anche liberi di usare male questa libertà, e di peccare ribellandosi a Dio o addirittura dichiarandoGli guerra aperta.

L’uguaglianza vale per ogni uomo, perché davanti a Dio siamo tutti figli suoi. È vero, ma l’uguaglianza non va intesa in senso assoluto, visto che da sempre e per sempre non v’è un uomo uguale a un altro. E siamo tutti gerarchicamente inseriti in questa vita (sani e malati, intelligenti e non, belli e non, ricchi e non, ecc., secondo le infinite gradualità della vita, che peraltro possono anche cambiare nel corso della vita stessa a seconda degli eventi), e negare questo significa negare l’evidenza del creato come Dio lo ha voluto.

In quanto alla fraternità poi… quanto ha fatto la Rivoluzione Francese (e tutte le rivoluzioni sue figlie e nipoti: vogliamo parlare di quella messicana? Di quella russa? Di quella spagnola? Di quella cinese e delle altre comuniste? Vogliamo parlare del nazismo? E magari anche del nostro risorgimento nel meridione?) è esempio fulgido di come può essere applicata la fraternità che non ha Dio per base.

Non per voler essere hegeliani (Dio ci scampi), ma è innegabile che il liberalismo produce libertà (anche da Dio) e quindi ingiustizia sociale, così come l’ugualitarismo rinuncia alla libertà ma riesce solo a produrre miseria e odio (come la storia ci ha abbondantemente dimostrato). E, pertanto, dopo il fallimento del primo e soprattutto del secondo, ecco arrivare la sintesi della fraternità: il nostro meraviglioso Sessantotto, dove non v’è più alcun ordine morale (libertà, certo, ma da Dio e dalla natura e da ogni Bene e Verità possibili) e dove l’uguaglianza consiste nel fare tutti ciò che si vuole senza regola alcuna in piena povertà (come oggi sta accadendo, appunto), in modo da divenire tutti schiavi di un sistema mondiale totalitario in senso assoluto, e quindi privi completamente di ogni libertà vera, di ogni giustizia vera (noi italiani lo sappiamo bene, vero?), e di ogni fraternità, perché dominati da una società retta sull’odio.

Ecco i frutti della Rivoluzione Francese, Eminenza: li ha davanti ai suoi occhi, oggi. Nel passato, altri come lei hanno detto questa sciocchezza, ma potevano ancora essere in parte giustificati dall’illusione di un mondo migliore. Il sol dell’avvenire invece oggi è realizzato dinanzi a noi. Non se ne è accorto? Oppure invece le piace questo mondo?

Occorre dire che in un certo senso sua Eminenza ha ragione su un punto: dire che la Rivoluzione Francese fu “pienamente umana” in fondo non è del tutto corretto (perché fu essenzialmente preterumana), ma neanche del tutto sbagliato. Il problema però è che Sua Eminenza non si è reso conto che proprio affermando questo si è dato la risposta da solo. È “umana”. E Dio? Dov’era?
Ciò che è umano è buono solo se fondato sul divino. Altrimenti, la storia ci dimostra bene cosa può accadere.
Attenzione, Eminenza, concludo con un avviso amichevole: anche la Rivoluzione Francese ha fatto una cosa buona. Davvero! Quale?

Dopo aver massacrato i preti refrattari fedeli alla Chiesa di sempre con la complicità del clero costituzionalista traditore, indovini che ha fatto? Ha massacrato anche il clero costituzionalista traditore. Nessuno si è salvato. Perché, come dicevano Robespierre e soci, il solo essersi fatti preti ha offeso la natura dell’uomo e pertanto, sebbene traditori del nemico, sono anche sempre traditori della Rivoluzione.

Faccia attenzione, Eminenza. Lei non è più furbo del demonio e dei suoi servitori.

Share →

15 Responses to Un cardinale e una storia poco umana – di Massimo Viglione

  1. piero vassallo ha detto:

    dell’aids si diceva “se lo conosci lo eviti”, della letteratura clerico-progressista (post-conciliare) si deve dire che è bene non conoscerla per non esserne contagiati (dal momento che conoscerla è una sciagura) – complimenti a Massimo Viglione, che ci induce a non frequentare gli scritti demenziali dei nuovi preti

  2. Raffaele ha detto:

    Ma perché sempre i Salesiani ?
    Perché essi nacquero, per intervento diretto del Signore e della Madonna (Ausilatrice), nel periodo e nell’ambiente in cui si preparava ed esplodeva la mutazione genetica di un antico Stato alpino francofono con grande tradizione cattolica, anche a livello di santità nella famiglia ducale e reale (la Savoia), in nucleo di assalto militare/ereticale all’Italia e al Papa. Ricordo che la facciata del santuario di Maria Ausiliatrice riporta la vittoria di Lepanto e la miracolosa liberazione di papa Pio VII dalla cattività napoleonica.
    Cioè: San Giovanni Bosco era il rimedio soprannaturale a Cavour; poco dopo di Lui, i suoi figli cominciarono a pensare “Però! Siamo piazzati in una situazione di potere oggettivo. Torino conta più di Roma. Perché non utilizzare questa opportunità ?”. la utilizzano, sempre più, sposando l’impostazione cavuriana/russoviana/filovaldese

  3. Domenico ha detto:

    E pensare che moltissime persone ancora oggi pensano che la rivoluzione francese sia stata un atto di liberazione e di liberta’. Sono convinto che oggi uno dei peccati che viene “perdonato a fatica” dal Cielo e’ l’ignoranza ! L’ignoranza colpevole. E per l’ignoranza della storia, così come del catechismo, che proliferano tante eresie. Non sono uno storico, ma posso dire di non aver conosciuto un periodo tanto buio come quello chiamato dell’illuminismo. Bel pezzo. Complimenti, Massimo. E, soprattutto, grazie !

  4. ikaro71 ha detto:

    Splendido articolo.Grazie professore. C’è una costante in ogni movimento storico diabolico: la pretesa di “rifare” l’uomo riportando lo ad una purezza originaria che in realtà dal peccato di Adamo in poi esso non ha mai avuto. Secondo me è quello il punto di incontro di tutti i veri totalitarismi.

  5. sergio ha detto:

    che c’entra il nazismo?

  6. Luigi ha detto:

    La Revolution è ancora uno di quei falsi(ssimi) miti (forse il più grande e trasversale) che ancora suscita un timore quasi reverenziale (come solo i grandi miti sanno fare) in qualsiasi interlocutore contemporaneo che si dica appartenente al magnifico mondo del progresso e della vera civiltà, che da essa si è generato… è come un grande antenato che tutti noi contemporanei abbiamo in comune… guai a non essere allineati: delitto di lesa maestà… pardon, lesa Revolution.
    Quando verrà il momento che questo infame pallone gonfiato scoppierà, e prima o poi il momento verrà, sarà un vero cataclisma perchè sarà anche il momento in cui, per effetto domino, la innumerevole serie di menzogne (pre e post illuministiche) di cui siamo stati tutti infarciti verrà finalmente fatta a pezzi dalla Verità (ce n’è una sola , del resto), e ovunque si comincerà di nuovo raccontare la vera storia dell’Europa e del mondo intero.

    • Diego ha detto:

      Concordo completamente con Lei, caro Luigi, la rivoluzione francese è uno dei peggiori fra i falsi miti: guai a parlarne male davanti ai “coltissimi” ed “aggiornatissimi” interlocutori odierni!
      Come fa Maradiaga a non vergognarsi?

  7. Paola B. ha detto:

    Io sono quasi incredula!
    Ma è possibile che esistano pastori della chiesa di questo stampo?
    Ma dove porteranno il gregge?

    Però mi viene un dubbio: forse questo Mariaga non è al suo livello di cultura, gentile Massimo
    Viglione? Avrà frequentato solo le scuole elementari??????

    • Raffaele ha detto:

      Non è assolutamente un fatto di “ignoranza” sic et simpliciter, cara signora Paola – lo dico anche per Domenico.
      Provi a frequentare un’Università (anche Pontificia, eventualmente) dicendo sempllicemente “Nel 1789 si è scatenata su Parigi e sull’Europa – in collegamento con gli USA appena nati- una tempesta satanica. I “Diritti” erano asseriti come diritti dell’uomo reso schiavo da Dio e liberato da satana – come si vede rappresentato tuttora sulla colonna di Piazza della Bastiglia”, e vedrà cosa le capiterà

  8. Anonymus ha detto:

    Anch’io faccio i complimenti a Massimo Viglione, di cui sto attualmente leggendo il libro “1861 – le due Italie”, dove lui spiega benissimo come il cd “risorgimento”, che è meglio chiamare rivoluzione italiana (aiutata dai massoni e protestanti inglesi) abbia la stessa, identica matrice della rivoluzione francese: il giacobinismo, l’illuminismo, la massoneria moderna inglese, anticattolica e antipapista. E così è stato anche per la rivoluzione modernista: il veleno, proveniente dal mondo protestante, si è facilmente introdotto e diffuso nel clero cattolico (Bonaiuti, Murri, lo stesso Roncalli), prima contenuto e messo a tacere da papa Sarto, con l’aiuto di coraggiosi collaboratori (card.li Merry del Val, Lai, , mons. Giovanni Volpi, Umberto Benigni, ecc.), poi serpeggiante sotto la cenere, alla “carboneria”, e infine riesploso in tutta la sua virulenza e malvagità dopo la morte di Pio XII (con l’anomala, irregolare ascesa al pontificato di Roncalli e Montini ed il loro sciagurato conciliabolo).

  9. Normanno Mlaguti ha detto:

    Il prof. Viglione, già da molti mesi scandaglia e sferza, giustamente, i seguaci ideologicamente illusi dal pensiero rivoluzionario, che tutt’ora appesta la pseudo cultura che domina le società, dal tempo dell’abbandono del tomismo, XIV, secolo, e pertanto, rifugge dalla filosofia del reale’.
    Non capisco l’interrogativo del Signor Sergio: “Cosa centra il nazismo?”
    Beh i miti sociali del XVIII e del XIX sono stati in buona parte ispiratori del pensiero dell’autore del ‘Mein Kamf’ e il che traspare anche traspare anche dal nome del suo ferreo partito: “Nazional Socialismo”.

  10. marina ha detto:

    Concordo. Le rivoluzioni francese e russa (che le somiglia molto) vanno ristudiate e riscritte ab imis. E sottolineo che in entrambi i casi il “popolo” non fu consultato, solo manovrato. Riflettiamo anche su questo dettaglio, che solitamente non è messo in luce nei libri di storia.

    • Luigi ha detto:

      direi anzi che il popolo, in tutti questi casi, è sempre stato solo lo strumento di personaggi privi di scupoli morali (ma “grandi” per certa storiografia), l’utile idiota necessario a realizzare i piani più o meno segreti di “lorsignori” (tanto quanto i poveretti Lgbt oggigiorno)…

  11. A.L. ha detto:

    Abbiate pieta` del povero Maradiaga!
    Lui sa della rivoluzione francese quel poco che avra` letto al quinto anno e per sentito dire sa che fu cosa buona perche` prima di essa c’era l’inferno a Parigi… ma sicuramente conosce la rivoluzione francese quanto basta per aver visto Lady Oscar.

  12. adriana ha detto:

    “Diciamoci la verità: non se ne può più di questa caterva senza ritegno e senza fine di falsità di cui siamo vittime tutti noi cattolici (e non solo). Non se può più.” Da ricordarsi: questo “cardinale” fa parte del 9 consiglieri o “saggi” di Bergoglio che egli stesso ha precisamente scelto. Tra gli 8 rimanenti si troviamo altri luminari alla pari – o anche peggio – di Maradiaga. Io con la chiesa conciliare (non cattolica) ho finito anni fa.
    “I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X. Lettera Apostolica “Notre Charge Apostolique”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

Un cardinale e una storia poco umana – di Massimo Viglione