Conservazione ceneri dei defunti, cosa ci dice la Chiesa

Qual è la posizione della Chiesa in una questione molto dibattuta come la conservazione delle ceneri dei defunti: si può fare o no? 

La pratica della cremazione dei defunti si è ampiamente diffusa negli ultimi decenni e la Chiesa la consente, anche se non abbandona la consuetudine dell’inumazione a terra o della tumulazione in loculi, modalità in cui il corpo rimane integro.

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Ceneri di un defunto in un’urna (Adobestock) riscossacristiana..it

Si presenta però la questione relativa alla conservazione delle ceneri dei defunti. Una moda importata dagli Stati Uniti e da altri Paesi nel mondo, che si propaga anche da noi è quella di conservare le ceneri in casa, appositamente messe dentro urne funerarie.

E c’è anche l’usanza, sempre più diffusa, di spargerle in mare o sulla terra seguendo filosofie new age o una mentalità per cui il corpo viene considerato materia da unire alla natura.

Anche la legge italiana permette la conservazione delle ceneri all’interno delle abitazioni e pure tutti i rituali che prevedono la loro dispersione nell’ambiente.

Ma la Chiesa che posizione ha in merito? Consente queste pratiche o le ritiene fortemente sbagliate? La risposta è presto data.

La conservazione delle ceneri e il rispetto per il corpo

La legge civile che consente tali pratiche risale al 2001 e da quella data che la Conferenza episcopale italiana si è trovata a dover affrontare l’argomento.

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Inumazione o tumulazione consigliata dalla Chiesa (Adobestock) riscossacristiana.it

Questione peraltro che riguarda la Chiesa tutta e che è stata chiarita dalla Congregazione per la dottrina della fede con l’emanazione del documento Ad resurgendum cum Christo.

In questo documento che si esprime sulla sepoltura dei morti e sulla cremazione dei corpi con la questione della conseguente conservazione delle ceneri viene spiegato che la forma da preferire consiste nell’inumazione dei defunti.

Intesa anche come tumulazione, che la sepoltura avvenga cioè sotto terra o in un loculo ciò che è importante è che il corpo rimanga integro.

La motivazione è perché “è la forma più idonea ad esprimere la fede e la speranza nella resurrezione corporale“, come scritto nel documento.

La cremazione non è vietata dalla Chiesa, ma deve essere fatta con motivazioni che non contrastino con la fede cristiana.

Le ragioni della scelta possono essere di ordine igienico, economico o sociale, ma non perché viene negata la resurrezione dei corpi o non viene dato il giusto rispetto e considerazione al corpo.

Non è assolutamente consentito da parte della Chiesa che le ceneri vengano conservate in casa, a meno che si tratti di abitazioni in cui è presente una cappella privata.

Le ceneri devono di norma esser conservate al cimitero o comunque in un luogo sacro in modo che non si perda il senso e non venga banalizzato il significato del corpo e venga meno il rispetto dovuto alle spoglie mortali anche se ridotte in polvere.

C’è inoltre l’assoluto divieto anche per quanto riguarda la dispersione delle ceneri in qualsiasi luogo per evitare pratiche di carattere panteista, naturalista o nichilista. Vietato anche usarle per farne oggetti commemorativi come incapsularle in gioielli.

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Ceneri di un defunto in un’urna (Adobestock) riscossacristiana..it

Il culto dei morti si è sviluppato attraverso i secoli prendendo forme diverse, e in ambito cattolico il rispetto per il corpo è sempre stato un elemento molto importante.

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