In estate con Dio senza perdere la fede: cosa fare

L’estate è il tempo migliore per fare qualcosa che può essere davvero utile nel nostro percorso di fede. Ci darà dei benefici impensabili.

Il periodo estivo generalmente è sinonimo di vacanze e di relax. Conclude il cosiddetto anno lavorativo che ha un iter diverso da quello solare, si conclude proprio in questa stagione per poi riprendere sul finire dell’estate, a settembre.

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Vivere la fede in estate – Adobestock – riscossacristiana.it

L’atmosfera di ferie soprattutto nel mese di agosto è diffusa. Anche se si hanno poche settimane di stacco dal lavoro si cambiano comunque abitudini e l’aria che si respira è totalmente diversa.

Riposo e rigenerazione sono le parole d’ordine per la maggior parte. Ricaricare le pile in vista di ricominciare. Si pensa certamente a ritemprarsi nel corpo, ma anche nella mente staccando dai ritmi frenetici e dai pensieri stressanti.

In tutto questo è importante pensare anche all’anima. Rigenerarsi fisicamente e mentalmente deve andare di pari passo ad una crescita spirituale, uno step nel percorso di fede.

La fede non va in vancanza: Dio per un cristiano è sempre al primo posto e l’estate costituisce un momento in cui non trascurarlo presi dalle attività riposanti e divertenti.

Scrivere la propria autobiografia: un esercizio per la fede

Ad un approfondimento della preghiera e della meditazione, favoriti proprio dai ritmi più lenti e dal tempo libero a disposizione, si può aggiungere un’altra attività che può produrre ottimi frutti.

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Scrivere la propria autobiografia – Canva – riscossacristiana.it

Si tratta di scrivere la propria autobiografia. Non deve essere niente di compiuto o di definitivo, in particolare se l’età è giovanile.

Qualcosa di più che tenere un diario: raccontare la propria vita e metterlo nero su bianco si rivela come un esercizio che può essere davvero molto utile.

Esempi illustri di autobiografie li troviamo anche tra i Santi. Dalle Confessioni di Sant’Agostino, all’Autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola alla Storia di un’anima di Santa Teresina di Lisieux, gli esempi non mancano.

L’obiettivo è quello di meditare, attraverso la propria storia sul proprio rapporto con Dio e osservare in maniera più compiuta quanto e come ha operato nella nostra vita.

È un’analisi che passando in rassegna gli eventi che abbiamo vissuto viene alla mente viva e pregnante. Narrare di sè pone inevitabilmente una riflessione profonda.

Snocciolando i fatti che ci hanno visti protagonisti e che hanno segnato i nostri giorni emergeranno pensieri e meditazioni che servono anche a svelarci cose a cui non avevamo finora pensato.

Vediamo come in un film avvenimenti ed esperienze e li osserviamo con uno sguardo in un certo senso esterno. Questo favorisce una maggiore lucidità e un approfondimento che ci aprirà prospettive a cui magari non avevamo mai pensato.

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Scrivere la propria autobiografia – Canva – riscossacristiana.it

Esercizio semplice e alla portata di tutti, potrà magari diventare anche un’opera letteraria, ma anche senza questa intenzione, aiuterà a mettere ordine dentro di sé e a guardarsi dentro scoprendo meglio tutte le meraviglie che Dio ha compiuto.

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